Stai per creare il PDF. Nella finestra di stampa scegli “Salva come PDF”. Scegli prima il formato:
Negli anni Sessanta la Tropicália aveva fatto esplodere la musica brasiliana, mescolando samba, rock e poesia. Mezzo secolo dopo, una nuova generazione di cantautori ne raccoglie l'eredità: la critica la chiama «nova MPB».
È una musica intima e raffinata, che intreccia bossa nova, samba, folk e pop d'autore con sguardo contemporaneo. Si parte da Tim Bernardes, il nome attorno a cui ruota tutto, e si attraversano voci diversissime: il minimalismo di Sessa, la festa di Bala Desejo, il lo-fi di Bruno Berle, il funk di Ana Frango Elétrico, gli inni di Rubel, l'orgoglio soul di Liniker.
Dieci canzoni dal 2008 a oggi, fino a risalire alle radici recenti — Rodrigo Amarante e Marcelo Camelo, i «padri» da cui questa generazione è nata. Il Brasile che canta, ancora e di nuovo.
Ex voce della band O Terno, Tim Bernardes è il nome attorno a cui ruota la nuova canzone d'autore brasiliana: polistrumentista, arrangiatore raffinato, erede diretto della grande MPB. «A Balada de Tim Bernardes», dall'album «Mil Coisas Invisíveis» (2022), è il suo brano più personale.
Sei minuti dedicati alla nonna scomparsa, costruiti su vecchi filmati di famiglia: la musica come qualcosa di semplice e sacro, la vita come movimento. Una ballata che apre il viaggio perché contiene già tutto — l'intimità, la melodia, la malinconia luminosa di una generazione.
Sérgio Sayeg, in arte Sessa, fa una musica scarna e sensuale: chitarra, voce, pochi tocchi e un erotismo gentile che sembra arrivare dagli anni Settanta della MPB. «Helena», da «Estrela Acesa» (2022), è un piccolo incantesimo di pochi accordi.
È la prova che oggi, in Brasile, si può essere modernissimi proprio togliendo: spazio, silenzio, sussurro. Una canzone d'amore ridotta all'osso, e proprio per questo enorme.
Bala Desejo è un supergruppo carioca di quattro giovani talenti (tra cui Dora Morelenbaum e Zé Ibarra) che nel 2022, con «SIM SIM SIM», ha riacceso lo spirito tropicalista: colori, cori, arrangiamenti barocchi e gioia pura. «Dourado Dourado» ne è il gioiello.
Samba, psichedelia e armonie vocali che sembrano uscite dai dischi degli anni Sessanta, ma con un'energia tutta nuova. La festa della nuova MPB, quella che guarda al passato senza nostalgia.
Da Maceió, nel nordest del Brasile, Bruno Berle fa una musica fragile e luminosa, registrata quasi in casa, tra chitarra, voce filtrata e suoni d'ambiente. «Quero Dizer», dal debutto «No Reino dos Afetos» (2022), è una dichiarazione d'amore minima e disarmante.
Insieme all'amico batata boy costruisce un lo-fi affettuoso che ha conquistato la critica internazionale. La dimostrazione che la nuova canzone brasiliana nasce ovunque, anche lontano dai grandi centri.
Polistrumentista, produttrice e cantante di Rio, Ana Frango Elétrico porta nella nuova MPB un'energia funky e ironica, queer e ballabile. «Tem Certeza?», da «Little Electric Chicken Heart» (2019), chiede con leggerezza: sei sicuro che non vuoi approfittarti di me?
Groove sghembo, ritornello irresistibile, intelligenza pop. È il volto più sbarazzino di questa generazione: seria nella forma, libera nel divertimento.
Cantautore e regista di Rio, Rubel ha costruito un seguito enorme dal basso, suonando ovunque prima ancora dei grandi numeri. «Partilhar», da «Casas» (2018), è diventata un inno generazionale: cantata a squarciagola ai suoi concerti come una preghiera collettiva.
Folk-pop caldo e diretto, parole sulla condivisione e sul lasciarsi. La prova che la nuova MPB sa essere anche popolare, di piazza, da cantare tutti insieme.
São Paulo, 2010: con «Efêmera» Tulipa Ruiz apre la strada alla nuova canzone d'autore brasiliana, anticipando di qualche anno l'ondata. Voce duttile, scrittura giocosa, un pop d'autore colto e leggero insieme.
La title track del debutto — finita perfino nella colonna sonora di un videogioco — è un piccolo classico moderno: agrodolce, danzante, già adulto. Una delle madri di questa scena.
Liniker, prima artista trans a vincere un Latin Grammy (nel 2022, con «Indigo Borboleta Anil»), è una delle voci più potenti del Brasile di oggi: soul, MPB e una presenza scenica magnetica. «Veludo Marrom», dal pluripremiato «CAJU» (2024), è sette minuti di pura emozione.
Una ballata che cresce come una marea, tra fiati e cori, fino a diventare inno. La nuova canzone brasiliana qui si fa corpo e orgoglio: la grande tradizione del soul, nera e queer, portata al suo apice.
Già voce dei Los Hermanos e dei Little Joy, noto nel mondo per «Tuyo» (la sigla di Narcos), Rodrigo Amarante con l'album solista «Cavalo» (2013) firma alcune delle canzoni più delicate della sua generazione. «Irene» è un uomo, una chitarra e poco altro.
Una ballata sospesa, scritta tra Los Angeles e il Brasile, dove la tradizione della MPB si fonde con il folk americano. Intima, senza tempo: la classe di un songwriter che non alza mai la voce.
Ex leader dei Los Hermanos — la band che a inizio anni Duemila ha cresciuto un'intera generazione — Marcelo Camelo è il padre indie di questa scena. «Janta», da «Sou» (2008), con la voce di Mallu Magalhães, è una delle canzoni d'amore più amate del Brasile recente.
Chitarra, due voci, una melodia che resta: l'amore che forse non è eterno, e il desiderio di andare avanti comunque. Da qui, in fondo, comincia tutto quello che è venuto dopo.
Hai appena ascoltato un mixtape curato dalla redazione di musicachepensa.it. Adesso tocca a te: componi il tuo e ne nascerà un libretto come questo — stampalo, regalalo, fallo girare. La cultura è il primo gesto di un incontro.