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Un solco nella storia

Alabama Shakes

10 brani  ·  circa 37 min  ·  2012 – 2015
Dedica
«A chi mette tutta l'anima in ogni nota.»
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Dietro ogni canzone, una storia — senza registrazione, senza algoritmi
L'artista

Chi è Alabama Shakes

Athens, un paesino dell'Alabama, fine anni Duemila. Brittany Howard ha una voce che sembra arrivare da un'altra epoca — il graffio di Janis Joplin, il calore di Otis Redding — e mette su una band con tre amici. All'inizio si chiamano semplicemente The Shakes; poi, per non confondersi con altri, diventano Alabama Shakes. Nel 2012, quasi dal nulla e grazie al passaparola, il loro debutto li porta dai bar del Sud ai palchi di tutto il mondo.

In appena due album — Boys & Girls (2012) e Sound & Color (2015) — gli Alabama Shakes hanno fatto un viaggio enorme: dal soul-rock grezzo e diretto degli esordi alla psichedelia ariosa e premiata del secondo disco, arrivato primo in classifica e vincitore del Grammy come miglior album alternative. Poi, sul più bello, si sono fermati: Brittany Howard ha intrapreso la carriera solista, e quella breve discografia è rimasta come un lampo perfetto.

Questo solco li racconta in dieci canzoni, cinque per album: le hit (Hold On, Don't Wanna Fight, Gimme All Your Love) e le chicche (You Ain't Alone, Rise to the Sun, The Greatest, This Feeling). Due dischi, due mondi, una voce sola capace di tenerli insieme — il fuoco di Brittany Howard, dall'inizio fino alla quiete.

Mettiamole in fila — un brano alla volta, con questa playlist.
musicachepensa.itL'artista
La scaletta

Due album, due mondi: dal soul grezzo del debutto alla svolta psichedelica (2012-2015)

01
Hold On
Alabama Shakes
3:52
02
Hang Loose
Alabama Shakes
2:24
03
You Ain't Alone
Alabama Shakes
4:44
04
Rise to the Sun
Alabama Shakes
3:08
05
Boys & Girls
Alabama Shakes
3:25
06
Sound & Color
Alabama Shakes
3:03
07
Don't Wanna Fight
Alabama Shakes
4:05
08
Gimme All Your Love
Alabama Shakes
4:03
09
The Greatest
Alabama Shakes
3:49
10
This Feeling
Alabama Shakes
4:28
10 branidurata totale · circa 37 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Hold On

Alabama Shakes
Copertina di Hold On
Boys & Girls · 2012
Boys & Girls · 2012 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / soul / blues-rock

È la scintilla, e arriva da un posto piccolo: Athens, Alabama. Nel 2012, mentre il pop si fa sempre più levigato e digitale, una band di ragazzi di provincia pubblica «Hold On» e spiazza tutti. Il motivo è una voce: quella di Brittany Howard, grezza, spaccata, piena di gospel e di blues, che sembra arrivare da un disco del 1968 e insieme dal futuro. Nessuno cantava più così.

Il brano è un soul-rock che brucia lento, costruito su una chitarra sporca e un battito paziente, finché la voce non esplode: «devi solo resistere». È diventato l'inno di tutta una generazione di musicisti che, da qui in poi, sceglieranno il suono grezzo e dal vivo contro la perfezione delle macchine. Gli Alabama Shakes hanno acceso la miccia: il revival del soul americano comincia con questo brano.

Da qui puoi proseguire verso
Dall'inno d'esordio all'allegria ruvida del debutto: «Hang Loose» (brano 02).
musicachepensa.itBrano 01 · Hold On
Brano 02

Hang Loose

Alabama Shakes
Copertina di Hang Loose
Boys & Girls · 2012
Boys & Girls · 2012 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / soul / blues-rock

Il volto solare degli Alabama Shakes. «Hang Loose» è uno dei pezzi più scanzonati di Boys & Girls, il debutto del 2012: due minuti e mezzo di soul-rock spensierato, con un groove sudista che invita a fare esattamente quello che dice il titolo — lasciarsi andare, stare leggeri.

Sotto l'allegria, però, si sente già tutto il marchio della band di Athens, Alabama: chitarre essenziali, un ritmo che dondola, e la voce di Brittany Howard che potrebbe spaccare il mondo ma qui sceglie di sorridere. È il rovescio luminoso di un disco che sa anche ferire — la prova che questi ragazzi sapevano divertirsi prima ancora di stupire.

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Dalla spensieratezza alla prima grande ballata: «You Ain't Alone» (brano 03), dove esplode la voce di Brittany Howard.
musicachepensa.itBrano 02 · Hang Loose
Brano 03

You Ain't Alone

Alabama Shakes
Copertina di You Ain't Alone
Boys & Girls · 2012
Boys & Girls · 2012 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / soul / blues-rock

Se c'è un brano che da solo spiega perché il mondo si innamorò degli Alabama Shakes, è questo. «You Ain't Alone» è una ballata soul lentissima, costruita quasi sul nulla — un giro di accordi trattenuto, e quella voce. Brittany Howard canta come se ogni parola le costasse insieme fatica e liberazione, fermandosi sull'orlo del pianto.

Richiama i grandi del soul degli anni Sessanta, da Otis Redding a Etta James, ma non è imitazione: è una cantante giovanissima del profondo Sud che riporta in vita quel calore con una sincerità disarmante. «Non sei solo» è la promessa più semplice e più grande che una canzone possa fare, e in bocca a lei diventava capace di zittire una sala intera.

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Dalla tenerezza al crescendo nascosto: «Rise to the Sun» (brano 04).
musicachepensa.itBrano 03 · You Ain't Alone
Brano 04

Rise to the Sun

Alabama Shakes
Copertina di Rise to the Sun
Boys & Girls · 2012
Boys & Girls · 2012 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / soul / blues-rock

Una delle gemme nascoste del debutto. «Rise to the Sun» alterna quiete e tempesta: parte sospesa, quasi trattenuta, poi monta in un crescendo che libera tutta l'energia della band. È la dinamica che sarebbe diventata la loro firma — il sapere esattamente quando sussurrare e quando deflagrare.

Il testo parla di rialzarsi, di tornare alla luce dopo il buio. Meno immediata delle hit, è il brano che chi ama gli Alabama Shakes indica spesso come prova che non erano una band da un singolo solo: c'erano profondità, costruzione, l'idea di una canzone come viaggio. Una chicca per chi va oltre la superficie.

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Dalla gemma nascosta alla title track del debutto: «Boys & Girls» (brano 05).
musicachepensa.itBrano 04 · Rise to the Sun
Brano 05

Boys & Girls

Alabama Shakes
Copertina di Boys & Girls
Boys & Girls · 2012
Boys & Girls · 2012 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / soul / blues-rock

La title track del primo album. «Boys & Girls» racconta, con disincanto dolce, come da bambini maschi e femmine giochino insieme finché qualcosa, crescendo, li separa. Un tema semplice, quasi nostalgico, cantato senza una briciola di retorica.

È il brano che dà nome e tono a un disco fatto di emozioni dirette, registrato quasi dal vivo in uno studio di Nashville con mezzi essenziali: niente trucchi, una band giovane che riempie una stanza e una voce che riempie tutto il resto. L'innocenza prima della grande svolta sperimentale che sarebbe arrivata tre anni dopo.

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Dall'innocenza del primo disco alla grande svolta: «Sound & Color» (brano 06), tre anni e un mondo dopo.
musicachepensa.itBrano 05 · Boys & Girls
Brano 06

Sound & Color

Alabama Shakes
Copertina di Sound & Color
Sound & Color · 2015
Sound & Color · 2015 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / psichedelia / soul

Tre anni dopo il debutto, gli Alabama Shakes tornano trasformati. «Sound & Color», title track e apertura del secondo album, si apre su un vibrafono cristallino e una voce sospesa nello spazio: è subito chiaro che qualcosa è cambiato. Via il soul-rock polveroso degli esordi, dentro un'atmosfera psichedelica, ariosa, quasi cosmica.

Sound & Color (2015) sarebbe arrivato al primo posto in America e avrebbe vinto il Grammy come miglior album alternative: la consacrazione di una band che ha osato reinventarsi invece di ripetersi. Questo brano è la porta d'ingresso di quel nuovo mondo — «voglio toccare suono e colore», canta Brittany Howard, e te lo fa quasi vedere.

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Dal nuovo mondo psichedelico alla hit da Grammy: «Don't Wanna Fight» (brano 07).
musicachepensa.itBrano 06 · Sound & Color
Brano 07

Don't Wanna Fight

Alabama Shakes
Copertina di Don't Wanna Fight
Sound & Color · 2015
Sound & Color · 2015 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / psichedelia / soul

Tre anni dopo «Hold On», il fulcro si è evoluto. Nel 2015 gli Alabama Shakes tornano con «Sound & Color», che debutta al numero uno in America — il loro primo. «Don't Wanna Fight» si apre con un urlo strozzato di Brittany Howard, quasi disumano, e poi parte un groove psych-soul teso e nervoso, lontano dal calore del primo disco.

La band che aveva acceso il revival ora lo spinge altrove: più strano, più ambizioso, attraversato dall'elettricità della psichedelia. Il brano vince due Grammy — miglior interpretazione e miglior canzone rock — e consacra Brittany Howard tra le voci più importanti del decennio. È la dimostrazione che riportare in vita le radici non significava restare fermi: significava farle bruciare di una luce nuova.

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Dalla tensione del singolo all'esplosione dal vivo: «Gimme All Your Love» (brano 08).
musicachepensa.itBrano 07 · Don't Wanna Fight
Brano 08

Gimme All Your Love

Alabama Shakes
Copertina di Gimme All Your Love
Sound & Color · 2015
Sound & Color · 2015 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / soul / blues-rock

Il brano che dal vivo diventava un terremoto. «Gimme All Your Love» è costruito su una dinamica da brivido: una strofa trattenuta, sospesa, e poi l'esplosione — la band che si ferma di colpo e riparte come un'onda. Brittany Howard passa dal sussurro all'urlo nello stesso respiro.

È soul classico filtrato attraverso il rock, con quel senso del crescendo che gli Alabama Shakes padroneggiavano come pochi. La richiesta del titolo — «dammi tutto il tuo amore» — diventa, nella sua voce, qualcosa a metà tra la preghiera e la pretesa. Uno dei vertici di Sound & Color e dei loro concerti.

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Dal crescendo soul alla scarica punk: «The Greatest» (brano 09).
musicachepensa.itBrano 08 · Gimme All Your Love
Brano 09

The Greatest

Alabama Shakes
Copertina di The Greatest
Sound & Color · 2015
Sound & Color · 2015 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / blues-rock / soul

La scarica più rock e veloce del secondo album. «The Greatest» parte come un pezzo garage-punk, chitarre nervose e batteria tirata, e racconta l'incoscienza dell'adolescenza — il bisogno di sentirsi i più grandi, invincibili, immortali.

Mostra la faccia più ruvida e adrenalinica della band, lontanissima dalle ballate soul: un omaggio dichiarato all'energia giovanile e al punk. È la chicca giusta per chi crede che gli Alabama Shakes fossero «solo» una grande voce soul: qui c'è la prova della loro varietà, la capacità di passare dal velluto alla benzina nel giro di un disco.

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Dalla furia adolescente alla quiete finale: «This Feeling» (brano 10).
musicachepensa.itBrano 09 · The Greatest
Brano 10

This Feeling

Alabama Shakes
Copertina di This Feeling
Sound & Color · 2015
Sound & Color · 2015 · Athens, USA · anni '10 · soul-revival / soul

Il lato più dolce e disarmato della band. «This Feeling» è una ballata delicata, sostenuta da una chitarra slide e da un arrangiamento minimo, in cui Brittany Howard canta la fatica e la speranza di chi sta ancora cercando la propria strada. È come tornare a respirare dopo l'intensità del resto del disco.

«Non sono ancora dove voglio essere, ma ci sto arrivando»: è il sentimento di pace ferita che dà il titolo al brano. Molti la considerano la gemma segreta di Sound & Color, e una delle cose più tenere che la band abbia inciso: un momento di quiete dopo il fuoco.

Chiude il cerchio
Torna al brano 01. In due soli album, dal soul grezzo di «Hold On» al colore del suono, gli Alabama Shakes hanno attraversato un mondo intero — e poi, sul più bello, si sono fermati, lasciando questo fuoco.
musicachepensa.itBrano 10 · This Feeling
Fine del mixtape

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