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Un mixtape della casa

Dal CBGB al post-punk inglese

9 brani  ·  circa 42 min  ·  1977 – 1981
Dedica
«Per Marco — perché certe chitarre non invecchiano mai. Buon ascolto.»
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Dietro ogni canzone, una storia — senza registrazione, senza algoritmi
L'introduzione

Dal CBGB al post-punk inglese

Tutto comincia in un locale stretto e malandato del Bowery, a New York. Si chiama CBGB: la sigla sta per Country, BlueGrass and Blues, la musica che il proprietario Hilly Kristal voleva ospitare quando aprì le porte nel 1973. Andò diversamente. Su quel piccolo palco sudato salirono i Ramones, i Television, i Talking Heads, Patti Smith, i Blondie — e nel giro di pochi anni quel club divenne la culla del punk americano: musica veloce, essenziale, fatta da chi non sapeva (ancora) suonare ma aveva qualcosa da dire.

Quell'onda d'urto attraversò l'oceano. A Londra i Sex Pistols trasformarono l'energia del CBGB in scandalo e rivoluzione; ma quando la furia del punk si esaurì, in fretta com'era arrivata, qualcosa di nuovo prese forma. Nelle città industriali inglesi — Manchester, Leeds, Londra — band di ragazzi colti e inquieti raccolsero la lezione del punk e la spinsero altrove: chitarre più fredde, ritmi più strani, testi più ambigui, atmosfere notturne. Lo chiamarono post-punk.

Questa playlist racconta proprio quel viaggio: da un palco affollato di New York alle notti grigie di Manchester, nove brani per capire come una scintilla punk sia diventata, in pochi anni, l'intera musica del decennio successivo.

Scopriamolo — un brano alla volta, con questa playlist.
musicachepensa.itL'introduzione
La scaletta

Nove brani, una linea che li unisce

01
Marquee Moon
Television
10:38
02
Psycho Killer
Talking Heads
4:19
03
Blank Generation
Richard Hell & the Voidoids
2:43
04
Transmission
Joy Division
3:42
05
Public Image
Public Image Ltd
3:01
06
A Forest
The Cure
5:54
07
Shot by Both Sides
Magazine
3:56
08
Damaged Goods
Gang of Four
3:21
09
Ceremony
New Order
4:23
9 branidurata totale · circa 42 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Marquee Moon

Television
Copertina di Marquee Moon
Marquee Moon · 1977
Marquee Moon · 1977 · New York, USA · anni '70 · cbgb / proto-punk

I Television sono una di quelle band che hanno cambiato la storia senza bisogno di vendere milioni di copie. Marquee Moon dura dieci minuti perché in dieci minuti riescono a costruire un'intera architettura di chitarre: due strumenti che si rincorrono, si rispondono, non si sovrappongono mai.

Mentre i loro vicini di palco al CBGB cercavano la scarica più breve e violenta possibile, Tom Verlaine e Richard Lloyd facevano l'esatto contrario — lasciavano respirare il brano finché diventava un paesaggio. È punk per attitudine, ma è già qualcos'altro per ambizione.

Da qui puoi proseguire verso
Dall'altra parte dell'oceano i Joy Division (brano 04), che da questo modo di far parlare le chitarre tirarono fuori il freddo del post-punk inglese.
musicachepensa.itBrano 01 · Marquee Moon
Brano 02

Psycho Killer

Talking Heads
Copertina di Psycho Killer
Talking Heads: 77 · 1977
Talking Heads: 77 · 1977 · New York, USA · anni '70 · cbgb / new-wave

Al CBGB i Talking Heads erano i ragazzi della scuola d'arte: nervosi, puliti, spaventati. Psycho Killer non urla la sua inquietudine, la trattiene — la voce di David Byrne balbetta, scivola nel francese, sembra sul punto di rompersi.

È punk che ha letto troppo: invece dell'aggressione frontale, l'ansia di chi non riesce a stare fermo. Quel basso che cammina e quel ritornello che non sai se è una minaccia o una crisi di panico hanno aperto una strada che porta dritta agli anni Ottanta.

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L'ansia cerebrale di questo brano riattraversa l'oceano e diventa la paranoia colta dei Magazine (brano 07) — stessa testa, stesso nervosismo, accento inglese.
musicachepensa.itBrano 02 · Psycho Killer
Brano 03

Blank Generation

Richard Hell & the Voidoids
Copertina di Blank Generation
Blank Generation · 1977
Blank Generation · 1977 · New York, USA · anni '70 · cbgb / punk

Prima che il punk avesse un'uniforme, Richard Hell la indossava già: capelli a punta, magliette strappate e tenute insieme con le spille. Malcolm McLaren la vide a New York e la portò a Londra ai Sex Pistols — quindi mezza estetica punk inglese nasce, in fondo, da quest'uomo.

Blank Generation è il suo manifesto: una generazione "vuota", ma vuota come un modulo da riempire, non come una resa. La chitarra spigolosa di Robert Quine taglia tutto, e Hell canta l'idea che puoi essere chiunque proprio perché non sei ancora nessuno.

Da qui puoi proseguire verso
Quell'estetica arriva ai Sex Pistols, e quando il loro cantante li scioglie fonda i Public Image Ltd (brano 05): il cerchio che da New York torna a Londra e riparte.
musicachepensa.itBrano 03 · Blank Generation
Brano 04

Transmission

Joy Division
Copertina di Transmission
da “Substance” · singolo 1979
Substance 1977-1980 · 1979 · Manchester, UK · anni '70 · post-punk

Se Marquee Moon era un cielo aperto sopra New York, Transmission è una stanza chiusa a Manchester. La stessa idea — chitarre che disegnano spazio invece di riempirlo — qui diventa tensione, ansia, il celebre invito a "ballare alla radio".

È il momento in cui l'energia del CBGB attraversa l'Atlantico e cambia colore: più grigia, più industriale, più europea. Da questo brano, e dalla voce di Ian Curtis, nascerà metà della musica inglese del decennio successivo.

Da qui puoi proseguire verso
I New Order — letteralmente la stessa band dopo la morte di Curtis — che chiudono questo mixtape (brano 09) trasformando il buio in qualcosa che si può ballare.
musicachepensa.itBrano 04 · Transmission
Brano 05

Public Image

Public Image Ltd
Copertina di Public Image
First Issue · 1978
First Issue · 1978 · Londra, UK · anni '70 · post-punk

Sciolti i Sex Pistols, John Lydon avrebbe potuto rifare il punk all'infinito. Invece fece l'opposto: Public Image è il punk che annuncia la propria morte e si rifiuta di essere un prodotto. "Tu vedevi solo l'immagine pubblica", canta — non sono ciò che avete comprato.

La chitarra vetrosa di Keith Levene e il basso dub di Jah Wobble aprono uno spazio enorme dove punk, reggae e sperimentazione possono coesistere. È il primo, vero atto di nascita del post-punk: meno una canzone che una dichiarazione di libertà.

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Quel "tutto è permesso" autorizza esperimenti come il funk tagliente dei Gang of Four (brano 08): il post-punk che invece di chiudersi nel buio fa muovere il corpo.
musicachepensa.itBrano 05 · Public Image
Brano 06

A Forest

The Cure
Copertina di A Forest
Seventeen Seconds · 1980
Seventeen Seconds · 1980 · Crawley, UK · anni '80 · post-punk / goth

È il brano in cui i Cure smettono di essere una band di pop spigoloso e diventano i Cure che conosciamo. Un basso ipnotico, una chitarra annegata nel riverbero, e Robert Smith che si perde in un bosco inseguendo qualcosa che forse non c'è.

A Forest non racconta una storia, costruisce un'atmosfera in cui smarrirsi. È una delle porte d'ingresso del gothic rock: l'oscurità del post-punk che invece di farsi industriale si fa romantica, notturna, bellissima.

Da qui puoi proseguire verso
Lo stesso freddo dei Joy Division (brano 04), ma qui scaldato dal riverbero: la stessa ombra, due modi diversi di abitarla.
musicachepensa.itBrano 06 · A Forest
Brano 07

Shot by Both Sides

Magazine
Copertina di Shot by Both Sides
Real Life · 1978
Real Life · 1978 · Manchester, UK · anni '70 · post-punk

Howard Devoto aveva appena lasciato i Buzzcocks quando il punk era ancora una novità: troppo intelligente, troppo irrequieto per restare in una formula di tre accordi. Con i Magazine porta nel punk la letteratura, la paranoia, l'ambiguità.

Shot by Both Sides ha un riff fulminante (condiviso con i Buzzcocks) e un titolo che è un programma: colpito da entrambe le parti, chi non sta da nessuna parte. È il punto in cui il punk diventa adulto e si fa post-punk senza perdere l'urgenza.

Da qui puoi proseguire verso
La stessa Manchester che pochi mesi dopo darà i Joy Division (brano 04): una città che trasforma l'energia del punk in qualcosa di più freddo e profondo.
musicachepensa.itBrano 07 · Shot by Both Sides
Brano 08

Damaged Goods

Gang of Four
Copertina di Damaged Goods
Entertainment! · 1979
Entertainment! · 1978 · Leeds, UK · anni '70 · post-punk / funk

I Gang of Four fecero una cosa che nessuno aveva osato: misero insieme il punk e il funk, e ci infilarono dentro una critica politica. La chitarra di Andy Gill non suona accordi, li interrompe — entra ed esce dal silenzio come una scarica elettrica.

Damaged Goods parla d'amore come se fosse una transazione commerciale: il desiderio raccontato col linguaggio dell'economia. Quel groove spezzato influenzerà tutti, dai Red Hot Chili Peppers ai Franz Ferdinand — ma qui è ancora tagliente, scomodo, nuovo.

Da qui puoi proseguire verso
I Talking Heads (brano 02): due band di teste pensanti che, ognuna a modo suo, hanno fatto ballare il corpo mentre la mente restava in allarme.
musicachepensa.itBrano 08 · Damaged Goods
Brano 09

Ceremony

New Order
Copertina di Ceremony
da “Substance” · singolo 1981
Substance · 1981 · Manchester, UK · anni '80 · post-punk / new-wave

È la canzone più commovente di tutta la storia: Ceremony fu scritta dai Joy Division poco prima della morte di Ian Curtis. I tre membri rimasti, diventati New Order, scelsero di registrarla come primo singolo — portando l'ultima canzone di una band nella prima di un'altra.

La chitarra è ancora quella grigia di Manchester, ma qualcosa si sta aprendo: dentro al lutto comincia a entrare la luce, il ritmo che di lì a poco li porterà sulle piste da ballo di tutto il mondo.

Chiude il cerchio
Torna al brano 04, Transmission: è la stessa band, la stessa città, lo stesso dolore — qui trasformato in qualcosa che, finalmente, si può ballare.
musicachepensa.itBrano 09 · Ceremony
Fine del mixtape

La musica non si ascolta soltanto. Si condivide.

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