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Un mixtape della casa

Do the Reggay

8 brani  ·  circa 26 min  ·  1965 – 1973
Dedica
«A chi sa che certe rivoluzioni si ballano in levare.»
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Dietro ogni canzone, una storia — senza registrazione, senza algoritmi
L'introduzione

Do the Reggay

Il reggae non è caduto dal cielo: è nato passo dopo passo, in pochi isolati di Kingston, tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Settanta. Questo mixtape ne ripercorre la nascita in ordine cronologico — otto tappe per capire come da una piccola isola dei Caraibi sia uscito un ritmo che ha cambiato la musica di tutto il pianeta.

Si parte dallo ska: veloce, sfrenato, tutto fiati, suonato dalla leggendaria house band degli Skatalites. Poi — complice, si dice, un'estate troppo calda per ballare a quella velocità — il ritmo rallenta e diventa rocksteady, più dolce e sensuale. Infine, nel 1968, una canzone di Toots & the Maytals usa per la prima volta una parola nuova: «do the reggay». Il genere ha finalmente un nome.

Da lì è un'esplosione: Desmond Dekker porta la Giamaica in cima alle classifiche inglesi, Lee «Scratch» Perry trasforma lo studio in uno strumento, e il film «The Harder They Come» con Jimmy Cliff fa conoscere il reggae al mondo. Fino a Bob Marley, che proprio da qui spiccherà il volo. Otto canzoni, otto anni, una rivoluzione che si balla in levare.

Mettiamole in fila — un brano alla volta, con questa playlist.
musicachepensa.itL'introduzione
La scaletta

La nascita del reggae, dalla Giamaica al mondo

01
Guns of Navarone
The Skatalites
2:58
02
Rock Steady
Alton Ellis
2:40
03
The Tide Is High
The Paragons
2:45
04
Do the Reggay
Toots & The Maytals
3:06
05
Israelites
Desmond Dekker
2:37
06
Return of Django
The Upsetters
2:29
07
The Harder They Come
Jimmy Cliff
3:39
08
Stir It Up
Bob Marley & The Wailers
5:32
8 branidurata totale · circa 26 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Guns of Navarone

The Skatalites
Copertina di Guns of Navarone
The Skatalites · 1965
Guns of Navarone · 1965 · Kingston, Giamaica · anni '60 · ska

Tutto comincia da qui, dai fiati. Gli Skatalites erano la formazione di jazzisti più forte della Giamaica — i musicisti che, negli studi di Kingston, suonavano su quasi tutti i dischi che contavano. «Guns of Navarone» prende il tema di un film di guerra e lo trasforma in pura euforia ska: ritmo in levare velocissimo, tromboni e sassofoni che si rincorrono, l'irresistibile voglia di ballare dell'isola appena diventata indipendente.

Lo ska è la radice di tutto: nasce alla fine degli anni Cinquanta mescolando il rhythm and blues americano captato via radio con i ritmi caraibici. È il nonno del reggae — più veloce, più nervoso, più solare. Da questa scarica di fiati partirà tutto il resto: basta solo rallentare.

Da qui puoi proseguire verso
Dallo ska sfrenato degli Skatalites al primo rallentamento: Alton Ellis (brano 02), che a questo nuovo ritmo dà perfino il nome.
musicachepensa.itBrano 01 · Guns of Navarone
Brano 02

Rock Steady

Alton Ellis
Copertina di Rock Steady
Alton Ellis · 1966
Rock Steady · 1966 · Kingston, Giamaica · anni '60 · rocksteady

Si racconta che l'estate del 1966 a Kingston fosse così rovente da rendere impossibile ballare ai ritmi frenetici dello ska. Vero o no, qualcosa cambiò: il tempo rallentò, il basso si fece più grosso e protagonista, e nacque il rocksteady. A dargli il nome fu proprio questa canzone di Alton Ellis — la voce più dolce della Giamaica, soprannominato «il padrino del rocksteady».

È la fase più sensuale e romantica della musica giamaicana: meno fiati, più anima, gruppi vocali che cantano d'amore. Dura poco — appena un paio d'anni — ma è il ponte decisivo: senza questo rallentamento, il reggae non sarebbe mai esistito. Qui si sente, già pronto, il battito in levare che diventerà la firma di un genere intero.

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Dal padrino del rocksteady alle sue armonie più dolci: i Paragons (brano 03) e una melodia che farà il giro del mondo.
musicachepensa.itBrano 02 · Rock Steady
Brano 03

The Tide Is High

The Paragons
Copertina di The Tide Is High
On the Beach · 1967
On the Beach with The Paragons · 1967 · Kingston, Giamaica · anni '60 · rocksteady

Probabilmente la conosci, ma non in questa versione. «The Tide Is High» la scrisse John Holt per i suoi Paragons nel 1967 — un gioiello di rocksteady, con un violino solitario e quelle armonie vocali morbide tipiche dell'epoca d'oro di Kingston. È la storia di un amore paziente: «sono come l'alta marea, non mollo mai».

Tredici anni dopo, nel 1980, i Blondie ne fecero un successo planetario (e nel 2002 ci riuscirono pure le Atomic Kitten), facendo dimenticare a quasi tutti che fosse nata reggae. È un piccolo promemoria di quanto la Giamaica abbia regalato al pop mondiale, spesso senza ricevere i giusti meriti: tante canzoni che crediamo «occidentali» hanno radici a Kingston.

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Dal rocksteady alla parola nuova di zecca: Toots & the Maytals (brano 04) e la canzone che battezza il «reggae».
musicachepensa.itBrano 03 · The Tide Is High
Brano 04

Do the Reggay

Toots & The Maytals
Copertina di Do the Reggay
Toots & The Maytals · 1968
Do the Reggay · 1968 · Kingston, Giamaica · anni '60 · reggae / ska

Ecco il momento esatto in cui il genere prende il suo nome. Nel 1968 Toots Hibbert e i suoi Maytals incidono questa canzone e la chiamano «Do the Reggay» — la grafia è sgrammaticata, ma è la prima volta in assoluto che la parola «reggae» finisce su un disco. Da quel momento il nuovo ritmo, ancora più rallentato del rocksteady, avrà un'identità e un'etichetta.

Toots veniva dalla chiesa, e si sente: la sua voce ha la potenza e il calore del gospel e del soul americano, trapiantati ai Caraibi. Nessuno sa di preciso da dove venga la parola «reggae» (forse dal gergo di Kingston, «streggae», per le ragazze di strada). Ma poco importa: da qui in poi la musica della Giamaica ha un nome, ed è pronta a viaggiare.

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Dal genere appena nato al primo trionfo globale: Desmond Dekker (brano 05) porta la Giamaica in cima alle classifiche inglesi.
musicachepensa.itBrano 04 · Do the Reggay
Brano 05

Israelites

Desmond Dekker
Copertina di Israelites
Intensified · 1968
Intensified · 1968 · Kingston, Giamaica · anni '60 · reggae

È il brano che fa uscire il reggae dall'isola. Nel 1969 «Israelites» di Desmond Dekker diventa il primo disco prodotto in Giamaica a raggiungere il numero uno nelle classifiche inglesi — e a entrare nella top ten americana. Per milioni di persone fuori dai Caraibi, è il primo reggae che ascoltano in vita loro.

Sotto il ritmo ballabile c'è un testo durissimo: la fatica di un lavoratore povero che si alza all'alba, fatica come uno schiavo e non arriva a fine mese — «get up in the morning, slaving for bread». Dekker identifica i poveri della Giamaica con gli israeliti schiavi della Bibbia: un tema che, con il rastafarianesimo, diventerà centrale in tutto il reggae a venire. Persino il famoso ritornello, quasi incomprensibile, è parte del fascino.

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Dalla voce dei rude boy al genio dietro la console: Lee «Scratch» Perry e i suoi Upsetters (brano 06).
musicachepensa.itBrano 05 · Israelites
Brano 06

Return of Django

The Upsetters
Copertina di Return of Django
Return of Django · 1969
Return of Django · 1969 · Kingston, Giamaica · anni '60 · reggae

Niente voce, solo un sassofono ruggente su un organo e un basso ipnotici: «Return of Django» è reggae strumentale, e nel 1969 scala fino al numero 5 in Inghilterra, dove i giovani skinhead (allora un movimento operaio multietnico, non ancora razzista) lo adottano come inno da pista. Ma il vero protagonista non si vede: è l'uomo dietro la console.

Gli Upsetters erano la band del leggendario Lee «Scratch» Perry, il produttore più folle e geniale di Kingston. Perry capì prima di tutti che lo studio di registrazione poteva essere uno strumento: eco, riverberi, basso enorme. Da questo modo di pensare il suono nascerà il dub, e Perry diventerà il mentore di Bob Marley. Qui il produttore smette di essere un tecnico e diventa un autore.

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Dallo studio-laboratorio al grande schermo: Jimmy Cliff (brano 07) e il film che porta il reggae nel mondo.
musicachepensa.itBrano 06 · Return of Django
Brano 07

The Harder They Come

Jimmy Cliff
Copertina di The Harder They Come
The Harder They Come · 1972
The Harder They Come (Original Soundtrack) · 1972 · Kingston, Giamaica · anni '70 · reggae

Nel 1972 esce «The Harder They Come», il primo film giamaicano: la storia di un ragazzo di campagna che arriva a Kingston per fare il cantante e finisce fuorilegge. Protagonista e voce della colonna sonora è Jimmy Cliff, e quel film — distribuito in tutto il mondo — è ciò che davvero fa conoscere il reggae fuori dalla Giamaica, ancora prima di Bob Marley.

La canzone è una sfida orgogliosa al destino e ai potenti: «più sono grossi, più rovinosa è la loro caduta; ma quello che è mio me lo prendo». Sotto la melodia solare c'è la rabbia dei poveri e la fierezza di chi non si piega. È il reggae che diventa, oltre che ritmo, una voce politica — e una bandiera per il mondo intero.

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Dal cinema alla leggenda definitiva: i Wailers di Bob Marley (brano 08), pronti a spiccare il volo.
musicachepensa.itBrano 07 · The Harder They Come
Brano 08

Stir It Up

Bob Marley & The Wailers
Copertina di Stir It Up
Catch a Fire · 1973
Catch a Fire · 1973 · Kingston, Giamaica · anni '70 · reggae

Nel 1973 i Wailers di Bob Marley pubblicano «Catch a Fire», il primo album reggae concepito per il mercato internazionale, e «Stir It Up» è la sua dichiarazione d'amore più morbida e sensuale: un groove lento e ipnotico che porta tutto quello che è venuto prima — lo ska, il rocksteady, lo studio di Lee Perry — al suo punto di massima eleganza.

Da questo disco Bob Marley diventerà il primo profeta globale del Terzo Mondo, l'uomo che porterà il reggae e il messaggio rastafariano su tutti i palchi del pianeta. Ma tutto era cominciato pochi anni e pochi isolati prima, con una house band di fiati a Kingston: nel giro di pochi anni era nato un genere che non si è più fermato.

Chiude il cerchio
Torna al brano 01. In otto anni, da una house band di Kingston fino a Bob Marley, una piccola isola ha dato al mondo un ritmo nuovo. Il reggae è nato — e da qui non si è più fermato.
musicachepensa.itBrano 08 · Stir It Up
Fine del mixtape

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