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Un solco nella storia

Renato Zero

12 brani  ·  circa 45 min  ·  1976 – 1993
Dedica
«A Franca Evangelisti, che dava le parole. E a Renato, che le faceva vivere.»
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Dietro ogni canzone, una storia — senza registrazione, senza algoritmi
L'artista

Chi è Renato Zero

C'è una firma nascosta dietro alcune delle canzoni più belle di Renato Zero: quella di Franca Evangelisti. Paroliera della RCA, per quasi vent'anni — dalla metà degli anni Settanta — è stata la penna di Renato, l'autrice dei testi che lui trasformava in teatro. Insieme, spesso con le musiche di Piero Pintucci, hanno raccontato un'Italia di ultimi, di reietti, di anime fragili e fiere.

Lei scriveva le parole, lui le incarnava. Le «madame», i «sogni di latta», gli «amici» a cui tendere la mano: erano i personaggi di Franca, che Renato faceva vivere sul palco con la sua teatralità sfrontata e commovente. Un sodalizio artistico tra i più fecondi della canzone italiana, e troppo spesso dimenticato.

Dodici canzoni per riascoltare quelle parole — le parole di Franca — nella voce di chi le ha rese immortali.

Scopriamole — una alla volta, con questa playlist.
musicachepensa.itL'artista
La scaletta

Le parole di Franca — i testi di Franca Evangelisti (1976-1993)

01
Madame
Renato Zero
3:30
02
Vivo
Renato Zero
3:34
03
La favola mia
Renato Zero
4:05
04
Sogni di latta
Renato Zero
3:36
05
Sesso o esse
Renato Zero
3:42
06
Baratto
Renato Zero
3:50
07
Amico
Renato Zero
4:12
08
Niente trucco stasera
Renato Zero
3:12
09
Santa Giovanna
Renato Zero
4:00
10
Il Jolly
Renato Zero
3:33
11
Per carità
Renato Zero
3:40
12
Casal de' Pazzi
Renato Zero
4:00
12 branidurata totale · circa 45 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Madame

Renato Zero
Copertina di Madame
Trapezio · 1976
Trapezio · 1976 · Roma, Italia · anni '70 · cantautorato / pop

Il primo grande successo, e l'inizio di tutto. «Madame» nasce dall'incontro tra Renato Zero, il compositore Piero Pintucci e la paroliera Franca Evangelisti: la formula che per anni avrebbe firmato i capolavori. Un valzer decadente per una maîtresse, cantato con tenerezza e ironia.

È il 1976, e l'Italia scopre un artista che sa essere teatro e verità insieme. Le parole di Franca danno a Renato i personaggi degli ultimi, dei reietti, delle «madame»: gente che nessun altro cantava.

Da qui puoi proseguire verso
L'inizio del sodalizio con franca evangelisti: «Vivo» (brano 02).
musicachepensa.itBrano 01 · Madame
Brano 02

Vivo

Renato Zero
Copertina di Vivo
Zerofobia · 1977
Zerofobia · 1977 · Roma, Italia · anni '70 · cantautorato / pop

Da «Zerofobia», uno degli inni più intensi del repertorio. «Vivo» è un grido di esistenza, di chi rivendica il diritto a esserci nonostante tutto. La penna di Franca Evangelisti trova qui una delle sue vette: poche parole, ma che pesano come pietre.

È la voce di chi è stato messo ai margini e risponde semplicemente: io vivo. Renato la canta come una preghiera laica, e diventa una bandiera per chi si sente diverso.

Da qui puoi proseguire verso
Dal diritto di esistere alla propria favola: «La favola mia» (brano 03).
musicachepensa.itBrano 02 · Vivo
Brano 03

La favola mia

Renato Zero
Copertina di La favola mia
Zerolandia · 1978
Zerolandia · 1978 · Roma, Italia · anni '70 · cantautorato / pop

«La favola mia» è il racconto, in musica, di una vita fuori dagli schemi: la favola di chi non ha avuto un'infanzia da favola. Franca Evangelisti cuce addosso a Renato la sua autobiografia poetica, fatta di sogni, ferite e riscatto.

È uno di quei brani in cui il sodalizio tocca il cuore: lei scrive, lui interpreta, e il confine tra autrice e cantante scompare. Resta solo la verità di una storia.

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Dalla propria favola ai sogni dei poveri: «Sogni di latta» (brano 04).
musicachepensa.itBrano 03 · La favola mia
Brano 04

Sogni di latta

Renato Zero
Copertina di Sogni di latta
Zerolandia · 1978
Zerolandia · 1978 · Roma, Italia · anni '70 · cantautorato / pop

Sogni di latta: sogni poveri, fragili, di chi non può permettersi di più ma continua comunque a sognare. Una delle immagini più belle nate dalla penna di Franca Evangelisti, che sapeva trasformare la miseria in poesia.

Da «Zerolandia», il disco-circo di Renato, è un momento di malinconia in mezzo alla festa: la tenerezza per chi ha poco, ma quel poco lo custodisce come un tesoro.

Da qui puoi proseguire verso
Dalla tenerezza alla provocazione: «Sesso o esse» (brano 05).
musicachepensa.itBrano 04 · Sogni di latta
Brano 05

Sesso o esse

Renato Zero
Copertina di Sesso o esse
Zerolandia · 1978
Zerolandia · 1978 · Roma, Italia · anni '70 · cantautorato / pop

Provocazione pura. «Sesso o esse» gioca con l'ambiguità, con i tabù, con l'ironia tagliente che era il marchio del sodalizio. Franca Evangelisti scrive testi che nessun altro avrebbe osato, e Renato li porta in scena con la sua teatralità sfrontata.

È il 1978, e parlare così apertamente di sesso e identità era quasi uno scandalo. Eppure è anche un inno alla libertà di essere ciò che si è, senza vergogna.

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Dalla libertà dei corpi al disincanto dei sentimenti: «Baratto» (brano 06).
musicachepensa.itBrano 05 · Sesso o esse
Brano 06

Baratto

Renato Zero
Copertina di Baratto
EroZero · 1979
EroZero · 1979 · Roma, Italia · anni '70 · cantautorato / pop

«Baratto»: l'amore ridotto a scambio, a merce, a compromesso. Franca Evangelisti mette in versi il disincanto dei rapporti, con quella lucidità amara che attraversa tante sue canzoni. Renato la canta con rabbia e dolore.

È il lato più adulto e disilluso del sodalizio: non più solo provocazione, ma la consapevolezza che anche i sentimenti, a volte, si comprano e si vendono.

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E quando l'amore delude, resta l'amicizia: «Amico» (brano 07).
musicachepensa.itBrano 06 · Baratto
Brano 07

Amico

Renato Zero
Copertina di Amico
Tregua · 1980
Tregua · 1980 · Roma, Italia · anni '80 · cantautorato / pop

Uno dei brani più amati di Renato Zero, e una delle dichiarazioni d'amicizia più sincere della canzone italiana. «Amico» è una mano tesa, un «ci sono» detto a chi sta affondando. Le parole sono di Franca Evangelisti, e si sente: c'è una tenerezza che solo lei sapeva dare.

È diventato un inno per i «sorcini», i fan di Renato, ma parla a chiunque abbia avuto bisogno di qualcuno. Il sodalizio, qui, regala consolazione pura.

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Dietro ogni maschera, il desiderio di mostrarsi: «Niente trucco stasera» (brano 08).
musicachepensa.itBrano 07 · Amico
Brano 08

Niente trucco stasera

Renato Zero
Copertina di Niente trucco stasera
Trapezio · 1976
Trapezio · 1976 · Roma, Italia · anni '70 · cantautorato / pop

«Niente trucco stasera»: stasera, per una volta, via le maschere. È un invito a togliersi il belletto e mostrarsi per come si è — paradossale per un artista del travestimento come Renato Zero. Testo di Franca Evangelisti.

Dietro la provocazione c'è il cuore del personaggio Zero: il trucco come corazza, e il desiderio, ogni tanto, di poterne fare a meno. Franca lo aveva capito prima di tutti.

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Dai ritratti di sé a quelli degli altri: «Santa Giovanna» (brano 09).
musicachepensa.itBrano 08 · Niente trucco stasera
Brano 09

Santa Giovanna

Renato Zero
Copertina di Santa Giovanna
Tregua · 1980
Tregua · 1980 · Roma, Italia · anni '80 · cantautorato / pop

«Santa Giovanna» è uno dei ritratti più intensi nati dalla penna di Franca Evangelisti: una figura femminile sospesa tra il sacro e il sacrificio. Renato le presta la voce con un trasporto quasi teatrale.

Il sodalizio amava le donne forti e ferite, le sante laiche, le eroine degli ultimi. Qui ne nasce una delle più memorabili.

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Dalle sante laiche ai jolly della vita: «Il Jolly» (brano 10).
musicachepensa.itBrano 09 · Santa Giovanna
Brano 10

Il Jolly

Renato Zero
Copertina di Il Jolly
Artide Antartide · 1981
Artide Antartide · 1981 · Roma, Italia · anni '80 · cantautorato / pop

Il jolly: la carta che vale tutto e niente, quella che cambia ad ogni mano. Franca Evangelisti la usa come metafora di chi nella vita è costretto a reinventarsi sempre, a non avere un posto fisso, a essere buono per ogni ruolo.

Da «Artide Antartide», doppio album ambizioso, è una riflessione amara e ironica sull'identità — tema centrale di tutto il mondo di Renato Zero.

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Dall'identità mutevole all'ambiguità di una preghiera: «Per carità» (brano 11).
musicachepensa.itBrano 10 · Il Jolly
Brano 11

Per carità

Renato Zero
Copertina di Per carità
Artide Antartide · 1981
Artide Antartide · 1981 · Roma, Italia · anni '80 · cantautorato / pop

«Per carità»: un'espressione che è insieme preghiera e rifiuto. Franca Evangelisti gioca con il doppio senso, tra la pietà che si chiede e quella che si nega. Uno dei testi più sottili del sodalizio.

Renato la interpreta con la consueta intensità, trasformando una frase di tutti i giorni in un piccolo dramma cantato.

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E si chiude in periferia, dove tutto era cominciato: «Casal de' Pazzi» (brano 12).
musicachepensa.itBrano 11 · Per carità
Brano 12

Casal de' Pazzi

Renato Zero
Copertina di Casal de' Pazzi
Renato Zero · 1993
Quando non sei più di nessuno · 1993 · Roma, Italia · anni '90 · cantautorato / pop

Una delle pagine più poetiche: «Casal de' Pazzi», il quartiere romano, raccontato con un testo che attinge alle suggestioni di Pier Paolo Pasolini. È la Roma delle periferie, degli ultimi, che Renato e Franca avevano sempre cantato.

È anche il segno di quanto a lungo sia durato il loro sodalizio. Le parole di Franca danno a Renato l'ultima delle sue storie di borgata, e tutto torna lì dove era cominciato: tra la gente.

Chiude il cerchio
Vent'anni di parole condivise, dalle «madame» alle borgate romane. Le parole di Franca, la voce di Renato: un sodalizio che ha fatto la storia.
musicachepensa.itBrano 12 · Casal de' Pazzi
Fine del mixtape

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