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Un mixtape della casa

Madchester

8 brani  ·  circa 36 min  ·  1983 – 1991
Dedica
«Per chi c'era, e per chi avrebbe voluto esserci.»
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Dietro ogni canzone, una storia — senza registrazione, senza algoritmi
L'introduzione

Madchester

Manchester, fine anni Ottanta. Una città industriale in crisi, grigia di pioggia e disoccupazione — eppure proprio lì sta per esplodere una delle scene musicali più gioiose della storia. Il centro di tutto è un club: l'Haçienda, aperta dai New Order e dalla loro etichetta, la Factory, dove l'acid house arrivata da Chicago incontra i ragazzi con la chitarra.

Da quell'incontro nasce il "Madchester": band che mescolano il rock indie con il battito dei rave, magliette larghe, cappelli da pescatore e un'energia da festa senza fine. Per due o tre anni Manchester è il posto più eccitante del pianeta — e la stampa la ribattezza così, fondendo il nome della città con la parola "mad", folle.

Otto brani per attraversare quella stagione breve e luminosa: dalla scintilla elettronica dell'Haçienda alla fusione perfetta di chitarra e groove. Mettiti le scarpe comode.

Scopriamolo — un brano alla volta, con questa playlist.
musicachepensa.itL'introduzione
La scaletta

Otto notti all'Haçienda

01
Blue Monday
New Order
7:29
02
I Wanna Be Adored
The Stone Roses
4:52
03
Wrote for Luck
Happy Mondays
3:54
04
Pacific State
808 State
4:18
05
The Only One I Know
The Charlatans
3:58
06
This Is How It Feels
Inspiral Carpets
3:24
07
Sit Down
James
3:30
08
Fools Gold
The Stone Roses
4:15
8 branidurata totale · circa 36 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Blue Monday

New Order
Copertina di Blue Monday
da “Substance” · 1983
Substance · 1983 · Manchester, UK · anni '80 · new-wave / dance

Prima ancora che il Madchester avesse un nome, c'erano un club e questo brano. L'Haçienda, aperta a Manchester dai New Order e dalla loro etichetta Factory, e Blue Monday — il 45 giri più venduto della storia — che prese il battito freddo delle macchine da discoteca e lo fece suonare malinconico, glaciale, irresistibile.

È il ponte tra due ere: nasce dal post-punk dei Joy Division (la stessa band, di fatto) ma guarda dritto alla pista da ballo. Senza questo pulsare elettronico, la fusione di rock e dance che esploderà a Manchester pochi anni dopo non sarebbe mai esistita.

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Da questo battito elettronico, acceso dai New Order all'Haçienda, nasce tutto: la generazione che ci ballava dentro (brano 02).
musicachepensa.itBrano 01 · Blue Monday
Brano 02

I Wanna Be Adored

The Stone Roses
Copertina di I Wanna Be Adored
The Stone Roses · 1989
The Stone Roses · 1989 · Manchester, UK · anni '80 · madchester / baggy / indie-rock

Comincia con un basso che emerge dal nulla, come un temporale che si avvicina. Poi entra tutto, e Ian Brown canta da messia annoiato: "voglio essere adorato". Gli Stone Roses avevano la spavalderia di chi sa di essere il futuro — e per un attimo lo furono davvero.

Il loro disco d'esordio del 1989 è il manifesto del Madchester: melodie che vengono dagli anni '60, ma un groove che viene dai rave. Arroganza e grazia nello stesso brano: è qui che Manchester smette di guardare al passato grigio e comincia a ballare.

Da qui puoi proseguire verso
La grazia messianica degli Stone Roses ha un opposto perfetto: il caos funky degli Happy Mondays (brano 03).
musicachepensa.itBrano 02 · I Wanna Be Adored
Brano 03

Wrote for Luck

Happy Mondays
Copertina di Wrote for Luck
Bummed · 1988
Bummed · 1988 · Salford, UK · anni '80 · madchester / indie-dance

Se gli Stone Roses erano la grazia, gli Happy Mondays erano il caos. Shaun Ryder biascica parole sconnesse su un groove funky e storto, prodotto da Martin Hannett: sembra una festa sul punto di andare fuori controllo — ed è esattamente ciò che era.

Wrote for Luck è il Madchester allo stato puro: indie, funk e dance mischiati senza riguardo per le regole. Non è musica suonata bene nel senso classico; è musica viva, sudata, che ti prende per i fianchi prima ancora che tu capisca cosa sta succedendo.

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Ma il Madchester non era solo chitarre: era una città che ballava. Senti il suo cuore elettronico con gli 808 State (brano 04).
musicachepensa.itBrano 03 · Wrote for Luck
Brano 04

Pacific State

808 State
Copertina di Pacific State
808 State · 1989
Ninety · 1989 · Manchester, UK · anni '80 · acid-house / techno / madchester

Qui le chitarre spariscono del tutto. Pacific State è il lato puramente elettronico di Manchester: un sassofono sognante che galleggia su un battito acid house, la colonna sonora delle notti all'Haçienda quando il sole stava per sorgere.

Gli 808 State (il nome viene dalla mitica drum machine Roland TR-808) dimostrarono che il Madchester non era solo band con le chitarre: era una città intera che aveva imparato a ballare. Un attimo di pace dentro la festa.

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Dall'elettronica pura torniamo al groove con l'organo Hammond, marchio di fabbrica dei Charlatans (brano 05).
musicachepensa.itBrano 04 · Pacific State
Brano 05

The Only One I Know

The Charlatans
Copertina di The Only One I Know
Some Friendly · 1990
Some Friendly · 1990 · Northwich, UK · anni '90 · madchester / baggy

Un giro di organo Hammond che non ti esce più dalla testa: i Charlatans presero il groove baggy e lo fecero girare attorno alla tastiera vorticosa di Rob Collins. Allegro, ipnotico, perfetto per muovere la testa.

Arrivati un soffio dopo i capifila della scena, i Charlatans avevano l'orecchio pop per trasformare il Madchester in canzoni immediate — e sono tra i pochi di quella generazione ad aver continuato a fare dischi per decenni.

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Lo stesso organo vintage, ma usato per la malinconia, dagli Inspiral Carpets (brano 06).
musicachepensa.itBrano 05 · The Only One I Know
Brano 06

This Is How It Feels

Inspiral Carpets
Copertina di This Is How It Feels
Inspiral Carpets · 1990
Life · 1990 · Oldham, UK · anni '90 · madchester / baggy

Sotto la festa, la malinconia. Gli Inspiral Carpets prendono lo stesso organo da luna park degli altri, ma lo usano per raccontare la depressione, la disoccupazione, le vite che non vanno: "questo è come ci si sente, questo è quello che siamo".

È il Madchester che si toglie gli occhiali da sole e guarda l'Inghilterra grigia da cui veniva. Un inno triste e bellissimo, prova che dietro l'edonismo della scena c'era anche una coscienza.

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Dalla malinconia all'abbraccio: l'inno collettivo dei James (brano 07), quello che si cantava seduti per terra.
musicachepensa.itBrano 06 · This Is How It Feels
Brano 07

Sit Down

James
Copertina di Sit Down
James · 1991
Gold Mother · 1991 · Manchester, UK · anni '90 · madchester / indie-rock

"Se ti senti perso e solo, siediti accanto a me": Sit Down è l'inno più caldo del Madchester, una canzone che migliaia di persone cantavano abbracciate, sedendosi davvero per terra ai concerti. Un momento di comunità pura.

I James c'erano da prima della scena e sarebbero rimasti molto dopo, ma con questo ritornello universale scrissero la canzone che meglio cattura lo spirito collettivo di Manchester: non l'io, ma il noi.

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E si arriva al vertice: la fusione totale di rock e dance, di nuovo gli Stone Roses (brano 08).
musicachepensa.itBrano 07 · Sit Down
Brano 08

Fools Gold

The Stone Roses
Copertina di Fools Gold
The Stone Roses · singolo 1989
The Stone Roses · 1989 · Manchester, UK · anni '80 · madchester / baggy / indie-dance

Quasi dieci minuti costruiti su un solo groove, rubato al funk e ai breakbeat dell'hip hop: la chitarra di John Squire ci danza sopra come un fiume. Fools Gold è il momento in cui rock e dance smettono di essere due cose diverse.

È il vertice del Madchester e, insieme, la sua eredità: di qui passeranno gli Oasis, i Primal Scream, il Britpop intero. La scena durò pochissimo, ma questo solco continua a girare ancora oggi.

Chiude il cerchio
Torna al brano 01: dal battito dell'Haçienda alla chitarra che ci danza sopra. In mezzo, due o tre anni in cui Manchester è stata il centro del mondo.
musicachepensa.itBrano 08 · Fools Gold
Fine del mixtape

La musica non si ascolta soltanto. Si condivide.

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