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Un viaggio a tema

Rock incontra elettronica

8 brani  ·  circa 37 min  ·  1977 – 2005
Dedica
«Per chi pensa che le chitarre e i computer non possano amarsi.»
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Dietro ogni canzone, una storia — senza registrazione, senza algoritmi
L'introduzione

Rock incontra elettronica

Per decenni sono stati due mondi nemici: da una parte le chitarre, il sudore, il corpo del rock; dall'altra le tastiere, i circuiti, la perfezione fredda delle macchine. I puristi del rock guardavano ai sintetizzatori con sospetto: roba finta, senz'anima.

Eppure i due mondi non hanno fatto che corteggiarsi. È cominciato in Germania, con quattro uomini-robot che facevano cantare i circuiti; è passato per una rockstar che a Berlino ha scelto il synth, per ragazzi che hanno trasformato le tastiere in armi, per band che hanno licenziato le proprie chitarre. Fino a scoprire che non c'era nessuna guerra: solo due metà della stessa voglia di muoversi.

Otto brani, quasi trent'anni, per raccontare questo lungo flirt: dal punto zero dei Kraftwerk fino al rock che, finalmente, balla.

Scopriamolo — un brano alla volta, con questa playlist.
musicachepensa.itL'introduzione
La scaletta

Otto incontri tra chitarre e macchine

01
Trans-Europe Express
Kraftwerk
6:53
02
Ghost Rider
Suicide
2:34
03
Sound and Vision
David Bowie
3:05
04
Personal Jesus
Depeche Mode
3:45
05
Head Like a Hole
Nine Inch Nails
4:59
06
Firestarter
The Prodigy
4:40
07
Idioteque
Radiohead
5:09
08
Daft Punk Is Playing at My House
LCD Soundsystem
5:42
8 branidurata totale · circa 37 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Trans-Europe Express

Kraftwerk
Copertina di Trans-Europe Express
Trans-Europe Express · 1977
Trans-Europe Express · 1977 · Düsseldorf, Germania · anni '70 · elettronica / krautrock

Quattro uomini fermi dietro le tastiere, vestiti come manichini, che cantano di un treno. Eppure Trans-Europe Express è uno dei brani più influenti di sempre: i Kraftwerk presero le macchine — sintetizzatori, sequencer, voci robotiche — e ne tirarono fuori malinconia, romanticismo, persino ironia.

Quel ritmo meccanico e ipnotico diventerà la spina dorsale di mezza musica a venire: l'hip hop lo campionerà, la techno di Detroit ci nascerà sopra, il pop lo inseguirà per decenni. È il punto zero da cui parte il dialogo tra rock ed elettronica.

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Da questo battito robotico nasce tutto. Ma a New York, nello stesso 1977, qualcuno faceva l'elettronica con l'anima del punk: i Suicide (brano 02).
musicachepensa.itBrano 01 · Trans-Europe Express
Brano 02

Ghost Rider

Suicide
Copertina di Ghost Rider
Suicide · 1977
Suicide · 1977 · New York, USA · anni '70 · proto-elettronica / punk / no-wave

Mentre al CBGB suonavano chitarre, due newyorkesi facevano qualcosa di scandaloso: niente chitarre, niente batteria vera. Solo un synth ossessivo, una drum machine primitiva e Alan Vega che ringhia come un Elvis posseduto. I Suicide erano punk al cento per cento nell'attitudine, ma fatti di pura elettronica.

Ghost Rider è violenta, ipnotica, scomoda — il pubblico a volte reagiva con risse. Eppure è una delle radici nascoste di tutto: senza i Suicide non ci sarebbero né la new wave elettronica né l'industrial.

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Se i Suicide erano l'underground, toccò a una star planetaria sdoganare il synth: David Bowie (brano 03).
musicachepensa.itBrano 02 · Ghost Rider
Brano 03

Sound and Vision

David Bowie
Copertina di Sound and Vision
Low · 1977
Low · 1977 · Berlino, UK · anni '70 · art-rock / elettronica

Nel pieno della sua fama, Bowie fece la cosa più rischiosa: si trasferì a Berlino, chiamò Brian Eno e registrò Low, metà disco di canzoni spezzate e metà di paesaggi strumentali. Sound and Vision è la porta d'ingresso: un pezzo pop in cui la voce arriva solo a metà, dopo un lungo preludio di synth e ritmo trattato.

È il momento in cui una rockstar dichiara che il futuro è elettronico — e convince tutti a seguirla. La trilogia berlinese di Bowie aprì le porte che band come i Depeche Mode avrebbero poi spalancato.

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La profezia di Bowie si avvera con i ragazzi che fanno del synth una religione oscura: i Depeche Mode (brano 04).
musicachepensa.itBrano 03 · Sound and Vision
Brano 04

Personal Jesus

Depeche Mode
Copertina di Personal Jesus
Violator · 1990
Violator · 1989 · Basildon, UK · anni '80 · synth-pop / new-wave

Un riff che sembra una chitarra blues ma è fatto di macchine: Personal Jesus cammina con un passo da stivali nel deserto. I Depeche Mode erano partiti come ragazzini del synth-pop e qui sono diventati una potenza oscura, capace di far ballare e inquietare insieme.

È la prova che una band fatta di sole tastiere può avere il peso e il groove di una rock band — anzi, di più. Tanto che persino Johnny Cash, anni dopo, la canterà come un gospel.

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Aggiungi la rabbia a quelle macchine e ottieni l'industrial dei Nine Inch Nails (brano 05).
musicachepensa.itBrano 04 · Personal Jesus
Brano 05

Head Like a Hole

Nine Inch Nails
Copertina di Head Like a Hole
Pretty Hate Machine · 1989
Pretty Hate Machine · 1989 · Cleveland, USA · anni '80 · industrial / rock

Trent Reznor prese le macchine dei Depeche Mode e ci versò dentro la rabbia. Head Like a Hole è synth e campionamenti, ma colpisce come un pugno: "preferirei morire piuttosto che darti il controllo". È l'industrial che diventa, finalmente, una canzone che puoi cantare.

Nine Inch Nails dimostrò che l'elettronica poteva essere furiosa quanto il metal e intima quanto un diario. Aprì la strada a un decennio in cui le macchine e le chitarre avrebbero smesso di essere nemiche.

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Quella stessa furia elettronica sale sul palco come un concerto punk: The Prodigy (brano 06).
musicachepensa.itBrano 05 · Head Like a Hole
Brano 06

Firestarter

The Prodigy
Copertina di Firestarter
The Fat of the Land · 1997
The Fat of the Land · 1996 · Braintree, UK · anni '90 · big-beat / rave / elettronica

I Prodigy venivano dai rave, ma con Firestarter misero in scena un punk: Keith Flint, cresta verde e ghigno demoniaco, che urla "sono un piromane". Niente chitarre, eppure è una delle cose più aggressive degli anni '90.

È il momento in cui la musica da ballo invade i palchi rock e i festival: bastano un campionamento ringhioso e un beat martellante per scatenare il pogo. La dance e il punk, finalmente, sono la stessa cosa.

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Ma l'elettronica sa anche essere gelida e profonda: la più grande rock band del mondo abbandona le chitarre, i Radiohead (brano 07).
musicachepensa.itBrano 06 · Firestarter
Brano 07

Idioteque

Radiohead
Copertina di Idioteque
Kid A · 2000
Kid A · 2000 · Oxford, UK · anni '00 · alt-rock / art-rock / elettronica

La più grande rock band del mondo licenziò le proprie chitarre. In Kid A i Radiohead si chiusero con sintetizzatori modulari e campionamenti, e Idioteque ne è il cuore gelido: un beat spezzato preso dalla musica elettronica d'avanguardia, sopra cui Thom Yorke canta la fine del mondo.

Fu uno shock: una band amata per le chitarre che sceglieva le macchine per dire l'ansia del nuovo millennio. Idioteque dimostrò che rock ed elettronica non erano più due strade, ma una sola.

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E infine il cerchio si chiude con un sorriso, sulla pista da ballo: LCD Soundsystem (brano 08).
musicachepensa.itBrano 07 · Idioteque
Brano 08

Daft Punk Is Playing at My House

LCD Soundsystem
Copertina di Daft Punk Is Playing at My House
LCD Soundsystem · 2005
LCD Soundsystem · 2005 · New York, USA · anni '00 · dance-punk / elettronica

James Murphy la butta sul ridere: una canzone su quanto sarebbe bello se i Daft Punk suonassero alla sua festa. Basso funky, energia punk, beat da discoteca — è il nerd della musica che balla, e ti fa ballare.

Gli LCD Soundsystem sono la sintesi di tutto questo: sanno tutto di Kraftwerk, Suicide e di mezzo secolo di musica elettronica, e lo trasformano in pura gioia da pista. Il rock che ha smesso di avere paura dell'elettronica e ci si è messo a ballare.

Chiude il cerchio
Torna al brano 01: dai robot dei Kraftwerk a una festa dove il rock e l'elettronica, finalmente, ballano insieme.
musicachepensa.itBrano 08 · Daft Punk Is Playing at My House
Fine del mixtape

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