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Un mixtape della casa

Teen Spirit

8 brani  ·  circa 34 min  ·  1988 – 1994
Dedica
«A chi indossa ancora la flanella, dentro.»
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Dietro ogni canzone, una storia — senza registrazione, senza algoritmi
L'introduzione

Teen Spirit

Fine anni Ottanta, Seattle. Una città piovosa e isolata nell'angolo nord-ovest degli Stati Uniti, lontana da Los Angeles e da New York. Proprio lì, in cantine e locali fumosi, dei ragazzi mescolano il punk, l'hard rock e il metal in un suono sporco, pesante e disperato: il grunge.

All'inizio è roba da etichetta indipendente — la Sub Pop — e da camicie di flanella comprate ai mercatini. Poi, nel 1991, esce «Nevermind» dei Nirvana e «Smells Like Teen Spirit» travolge tutto: in pochi mesi il grunge diventa il suono di un'intera generazione, quella della «X», disillusa e arrabbiata. Pearl Jam, Soundgarden, Alice in Chains: Seattle è il centro del mondo.

Otto brani per attraversare quella stagione breve e intensa — sapendo già che molti dei suoi protagonisti (Kurt Cobain, Andrew Wood, Layne Staley, Chris Cornell) non ci sono più. Il grunge è anche questo: bellezza e autodistruzione nella stessa canzone.

Scopriamolo — un brano alla volta, con questa playlist.
musicachepensa.itL'introduzione
La scaletta

Otto schegge di grunge da Seattle

01
Touch Me I'm Sick
Mudhoney
2:33
02
Smells Like Teen Spirit
Nirvana
5:01
03
Alive
Pearl Jam
5:41
04
Black Hole Sun
Soundgarden
5:18
05
Would?
Alice in Chains
3:27
06
Nearly Lost You
Screaming Trees
4:04
07
Violet
Hole
3:24
08
Hunger Strike
Temple of the Dog
4:04
8 branidurata totale · circa 34 min
musicachepensa.itLa scaletta
Brano 01

Touch Me I'm Sick

Mudhoney
Copertina di Touch Me I'm Sick
Superfuzz Bigmuff · 1988
Superfuzz Bigmuff · 1988 · Seattle, USA · anni '80 · grunge

Prima del successo planetario, il grunge era questo: una scarica sporca, distorta e ironica uscita dalle cantine di Seattle. «Touch Me I'm Sick» dei Mudhoney, pubblicata dalla piccola etichetta Sub Pop nel 1988, è il documento di nascita di un'intera scena.

Niente pose da rockstar, solo fuzz, sudore e attitudine punk. I Mudhoney non diventeranno mai famosi come i loro amici, ma senza di loro nulla di tutto il resto sarebbe successo.

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Dall'underground della Sub Pop all'esplosione mondiale: i Nirvana (brano 02).
musicachepensa.itBrano 01 · Touch Me I'm Sick
Brano 02

Smells Like Teen Spirit

Nirvana
Copertina di Smells Like Teen Spirit
Nevermind · 1991
Nevermind · 1991 · Aberdeen, USA · anni '90 · grunge

L'esplosione. Nel 1991 i Nirvana di Kurt Cobain pubblicano «Nevermind», e questo riff — quattro accordi e un urlo — travolge tutto: in pochi mesi il grunge diventa il suono di un'intera generazione, quella della «X», disillusa e arrabbiata.

«Here we are now, entertain us»: un inno paradossale, mezzo ironico mezzo disperato, di chi non crede più a niente ma ha ancora bisogno di gridarlo. Cobain non reggerà la fama: la sua storia, come quella di mezza Seattle, finirà in tragedia.

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L'altro colosso di Seattle, più epico e classico: i Pearl Jam (brano 03).
musicachepensa.itBrano 02 · Smells Like Teen Spirit
Brano 03

Alive

Pearl Jam
Copertina di Alive
Ten · 1991
Ten · 1991 · Seattle, USA · anni '90 · grunge

Se i Nirvana erano il caos, i Pearl Jam erano l'epica. «Alive» — dall'album d'esordio «Ten» — parte da una storia familiare durissima e la trasforma in un inno alla sopravvivenza, sorretto dalla voce profonda e accorata di Eddie Vedder.

È il grunge più classico, quasi rock anni '70, capace di riempire gli stadi senza tradire l'urgenza della scena. «I'm still alive»: un grido che, dentro la stagione più autodistruttiva del rock, suona quasi come una promessa.

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Dal sole epico al buio psichedelico: i Soundgarden di Chris Cornell (brano 04).
musicachepensa.itBrano 03 · Alive
Brano 04

Black Hole Sun

Soundgarden
Copertina di Black Hole Sun
Superunknown · 1994
Superunknown · 1994 · Seattle, USA · anni '90 · grunge

Il lato più pesante e psichedelico del grunge. «Black Hole Sun» dei Soundgarden è un incubo dolcissimo: una melodia ipnotica e solare che nasconde un testo apocalittico, sorretta dalla voce immensa di Chris Cornell, una delle più grandi del rock.

Da «Superunknown» (1994), è il momento in cui il grunge incontra i Beatles e i Black Sabbath nello stesso brano. Un sole nero che inghiotte tutto — bellissimo e inquietante insieme.

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E ancora più giù, nel grunge più oscuro e sludge: gli Alice in Chains (brano 05).
musicachepensa.itBrano 04 · Black Hole Sun
Brano 05

Would?

Alice in Chains
Copertina di Would?
Dirt · 1992
Dirt · 1992 · Seattle, USA · anni '90 · grunge

Il grunge più oscuro e sludge di tutti. Gli Alice in Chains costruiscono «Would?» su armonie vocali spettrali — Layne Staley e Jerry Cantrell che si intrecciano come fantasmi — e un riso lento e pesantissimo. Il brano è dedicato proprio ad Andrew Wood, il cantante morto di overdose che aleggia su tutta la scena.

È il suono della dipendenza e della depressione, raccontato senza filtri. Staley se ne andrà a sua volta, anni dopo: «Would?» resta come uno dei documenti più crudi e belli di quel dolore.

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Una gemma più nascosta della scena: gli Screaming Trees (brano 06).
musicachepensa.itBrano 05 · Would?
Brano 06

Nearly Lost You

Screaming Trees
Copertina di Nearly Lost You
Sweet Oblivion · 1992
Sweet Oblivion · 1992 · Ellensburg, USA · anni '90 · grunge

Una delle gemme meno celebri ma più amate della scena. Gli Screaming Trees venivano dalla provincia di Washington e mescolavano il grunge con la psichedelia degli anni '60, il tutto sorretto dalla voce profonda e baritonale di Mark Lanegan.

«Nearly Lost You» — finita anche nella colonna sonora del film «Singles», manifesto della Seattle dell'epoca — è grunge melodico e malinconico, la prova che la scena era molto più ricca dei suoi quattro nomi famosi.

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La grande voce femminile del grunge: Hole e Courtney Love (brano 07).
musicachepensa.itBrano 06 · Nearly Lost You
Brano 07

Violet

Hole
Copertina di Violet
Live Through This · 1994
Live Through This · 1994 · Los Angeles, USA · anni '90 · grunge

La grande voce femminile del grunge. In una scena dominata dagli uomini, Courtney Love si prende la scena con rabbia, ferite e provocazione. «Violet» — da «Live Through This», uscito pochi giorni dopo la morte del marito Kurt Cobain — è furia pura: «go on, take everything».

Hole portano nel grunge una rabbia femminile inedita, scomoda, fatta di vulnerabilità e aggressione insieme. Un brano tagliente come un grido di chi non chiede il permesso.

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E si chiude nel lutto che ha segnato tutto: Temple of the Dog (brano 08).
musicachepensa.itBrano 07 · Violet
Brano 08

Hunger Strike

Temple of the Dog
Copertina di Hunger Strike
Temple of the Dog · 1991
Temple of the Dog · 1991 · Seattle, USA · anni '90 · grunge

Il cuore ferito della scena. «Hunger Strike» nasce dal lutto: nel 1990 muore di overdose Andrew Wood, cantante dei Mother Love Bone. Per omaggiarlo, Chris Cornell mette su un supergruppo, i Temple of the Dog, e a duettare con lui arriva un ragazzo sconosciuto: Eddie Vedder.

Le due voci che si rispondono — Cornell potente, Vedder profondo — sono uno dei momenti più commoventi di tutta la musica anni '90. Da quel gruppo nasceranno i Pearl Jam. Il grunge, in fondo, è tutto qui: comunità, talento e dolore, nella stessa canzone.

Chiude il cerchio
Chris Cornell ed Eddie Vedder cantano insieme per l'amico Andrew Wood, morto nel 1990: da quel dolore nacquero i Pearl Jam. Il grunge non ha mai smesso di fare i conti con le sue tragedie.
musicachepensa.itBrano 08 · Hunger Strike
Fine del mixtape

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